Riflettori su “Passata d'Oliva” nella Notte dei ricercatori a Lecce
I prodotti innovativi dell'alimentazione in mostra venerdì 28 settembre ne “La Notte dei ricercatori”, la kermesse che ha acceso i riflettori sulle nuove tecnologie e sui settori più all'avanguardia in campo scientifico.

Negli spazi di “Studium 2000”, Gianluca Bleve e Giovanni Mita dell’Ispa Cnr Lecce, assieme agli altri collaboratori dell'istituto di ricerca, hanno spiegato ai numerosi visitatori il progetto Passatadoliva, uno studio che ha trasformato la sansa da prodotto di scarto e dunque costoso per gli olivicoltori e molto inquinante x l'ambiente a prodotto alimentare biologico di grande valore nutrizionale. Un prodotto innovativo, Passatadoliva, che potrà essere impiegato nel settore alimentare per arricchire il gusto di pane, taralli, prodotti da forno ma anche per la creazione di alimenti ad alto contenuto nutrizionale e pensati per il benessere e la salute.

Ispa Cnr ha poi presentato anche le altre attività di ricerca. La Notte dei ricercatori è stato un evento di grande successo. L’università di Lecce ha partecipato alla kermesse nazionale con 80 appuntamenti e 250 ricercatori, dalle 18 alle 24, nel monastero degli Olivetani e nel complesso Studium 2000 dove sono stati coinvolti i ricercatori del Cnr e dell’Infn.

Sinergia tra ricerca e mondo agricolo per il Salento post-xylella

Nella sede di Coldiretti Lecce incontro tra ricercatori da tutta Italia e agricoltori per analizzare i progetti in corso

Ricerca di cloni di Leccino più resistenti a Xylella, dispostivi nanotech per far arrivare a destinazione le cure, l’utilizzo della sanse per uso alimentare, serre idroponiche, ioni metallo in grado di penetrare nella pianta, la tecnica degli innesti per la sostituzione di varietà suscettibili al batterio da quarantena.

Coldiretti Lecce ha chiamato all’appello ricercatori e docenti universitari Giovedì 31 maggio, nella sede di via Bari a Lecce, per presentare le sette idee progettuali (tre già avviate) di cui Coldiretti è partner, per la rigenerazione agraria del Salento e la lotta a Xylella fastidiosa. Un “faccia a faccia” tra scienziati e mondo agricolo durante il quale gli studiosi hanno illustrato le ultime novità riguardo ad alcuni tra i progetti di ricerca più importanti in corso – Nanotool, Biocodiro e Passata d'Oliva – ed è stato avviato un confronto sui quattro gruppi di lavoro impegnati nella stesura di progetti di ricerca nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione (Pei).

Coldiretti Lecce ha sentito da subito la necessità di far diventare questo territorio un laboratorio a cielo aperto - ha detto il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno, alla platea di studiosi e agricoltori - Abbiamo lavorato per creare una rete di ricercatori non solo pugliesi ma da tutta Italia convinti che solo da una virtuosa collaborazione tra gli enti di ricerca potranno nascere le soluzioni per salvare il nostro patrimonio olivicolo e per disegnare scenari e ipotesi di rigenerazione ambientale e agricola. Sentiamo tutta la responsabilità di consegnare alle nuove generazioni un territorio altrettanto bello rispetto a quello che abbiamo ereditato dai nostri predecessori”. 

Un momento di confronto importante - ha aggiunto Giuseppe Brillante, direttore di Coldiretti Lecce - in cui abbiamo messo attorno ad un tavolo studiosi e agricoltori per fare incontrare le soluzioni della ricerca con le aspettative del mondo agricolo. Come Coldiretti Lecce ci facciamo promotori di una forte interlocuzione affinché le soluzioni prospettate dalla ricerca siano le risposte che gli agricoltori attendono per ripartire dall’emergenza xyella”.

L’agronomo Giovanni D’Amato (Coopolio Salento) ha presentato il progetto Biocodiro, ovvero l’impiego di ioni e chelati da far assorbire in via radicale alla pianta per attenuare i sintomi del Codiro.

Gianluca Bleve e Giovanni Mita dell’Ispa Cnr Lecce hanno spiegato il progetto Passata d’oliva, uno studio che ha trasformato la sansa da prodotto di scarto e dunque costo per gli olivicoltori a prodotto alimentare biologico di grande valore nutrizionale. Francesca Baldassarre del team del professor Giuseppe Ciccarella (Università del Salento) ha invece illustrato lo stato dell’arte del progetto Nanotool, che prevede la messa a punto di una nuova generazione di fitofarmaci a base di nanoparticelle di ossido di rame e ossido di zinco.

Riflettori poi sui gruppi operativi (una sinergia tra ricercatori e agricoltori) che stanno mettendo a punto i progetti nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione. Il professor Angelo Corallo (Università del Salento) ha illustrato il progetto “TyTo Alba” che studia modelli di parchi agricoli multifunzionali ad alta valenza paesaggistica ed il progetto “Simple” per l’elaborazione di un sistema di serre idroponiche automatizzato per la coltivazione a pergolato (attualmente esistono solo sistemi per coltivazioni verticali e orizzontali). Il professor Vito Nicola Savino, del centro di ricerca “Basile Caramia” ha spiegato il progetto Biosavex (sempre nell’ambito del Pei) che ha come obiettivo l’individuazione di germoplasma di ulivo resistente all’infezione. In particolare lo studio si occuperà dell’individuazione di germoplasma di Leccino iper resistenti a xylella con prove in laboratorio e in campo (il Leccino è una cultivar che presenta una grande variabilità intravareitale). Sempre il professor Savino ha illustrato il progetto Sogesom, dedicato allo sviluppo della tecnica agronomica degli innesti per la sostituzione delle varietà suscettibili a xylella fastidiosa.

All’incontro hanno partecipato anche il professor Riccardo Gucci, dell’Università di Pisa e Susanna Bartolini, della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, anche loro impegnati nei progetti di ricerca targati Coldiretti Lecce. “Gli occhi dell’Italia e dell’Europa sono puntati sulla Puglia - ha detto il professor Gucci - le soluzioni che saranno prospettate per questo territorio saranno importanti per tutto il mondo visto che xylella è un problema causato dalla globalizzazione, una fitopatia che arriva con la movimentazione delle piante ornamentali e causa scenari di distruzione paurosi come quelli sotto i nostri occhi nel Salento. Noi speriamo di poter contribuire con i nostri lavori a dare nuove speranze agli olivicoltori”.

Nano-tool, pasta d'oliva, serre idroponiche la ricerca d'avanguardia per il Salento post-xylella

Tavolo di lavoro tra ricercatori da tutta Italia e agricoltori

Giovedì 31 maggio, Coldiretti Lecce (via Bari, 17), ore 18.30

Emergenza xyella: Coldiretti Lecce organizza Giovedì 31 maggio, alle 18,30, nella sede di via Bari a Lecce, un tavolo di lavoro tra mondo scientifico e agricoltori per mettere in campo strumenti sempre più efficaci nella lotta al batterio e per porre le prime basi alla rigenerazione agricola del Salento.
Un “faccia a faccia” tra scienziati e mondo agricolo durante il quale verranno illustrate le ultime novità riguardo ad alcuni tra i progetti di ricerca più importanti in corso – Nanotool, Biocodiro e Pasta d'Oliva – e sarà avviato un confronto sui quattro Gruppi Operativi per la stesura di progetti di ricerca nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione (Pei).

Dopo i saluti del presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno e del direttore Giuseppe Brillante illustreranno lo stato dell’arte delle ricerche in corso Giovanni Mita e Gianluca Bleve dell’Ispa Cnr Lecce, i professori Angelo Corallo e Giuseppe Ciccarella dell’Università del Salento e il professor Vito Savino del centro Basile Caramia.
Dopo le relazioni si aprirà un dibattivo con le proposte e gli interventi degli imprenditori agricoli.

Presentazione del progetto Passata d’oliva giovedì 31 Maggio presso Coldiretti Lecce

Con il progetto PASSATA D'OLIVA, il team costituito da ISPA-CNR, Coldiretti Lecce, Coopolio Salento e il gruppo del Prof. Servili (UniPG) si propone di creare nuove opportunità agli operatori del settore olivicolo. Il progetto sarà presentato dai ricercatori Giovanni Mita e Gianluca Bleve giovedì 31 maggio in un incontro nella sede di Coldiretti Lecce in via Bari 17.

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Pasta d'oliva, dai laboratori alla tavola

Tarallini e pane fragrante arricchiti da un ingrediente speciale che dona sapore e proprietà nutritive eccezionali. A rendere unico l’impasto dei prodotti da forno è la “pasta d’oliva”, un sottoprodotto della filiera olivicola che il Cnr Ispa di Lecce ha trasformato in un ingrediente davvero speciale, pronto a conquistare l’industria agroalimentare.

Il progetto, realizzato con il supporto di Coldiretti Lecce, di Coopolio Salento, dell’Universita di Perugia nasce nei laboratori di Ecotekne. “Utilizzare l’oliva solo per la produzione di olio è riduttivo - spiega Giovanni Mita, a capo dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Lecce - Gestire il sottoprodotto, che è circa l’80%, è un costo. Ciò talvolta determina cattive pratiche di smaltimento e impatti ambientali e sociali negativi”. Da qui la progettazione di nuovi decanter che hanno portato alla produzione di un sottoprodotto commestibile e dalle grandi potenzialità commerciali: la pasta d’oliva.

Il team di biologi e tecnologi alimentari guidato da Mita, composto da Gianluca Bleve, Antonia Gallo, Maria Tufariello e Miriana Durante, ha così affinato un processo ecocompatibile con cui produrre pate’ con elevate caratteristiche qualitavite. All’olio ed alle olive da tavola si aggiunge così un terzo alimento, la pasta d’oliva, che può rendere ancora più redditizio il settore olivicolo. La sperimentazione al momento è stata effettuata su due varietà in particolare, Leccina e Cellina di Nardo’. Nella prova di panificazione, al tradizionale impasto a base di farina è stato aggiunto un 20% di pasta d’oliva. “Il risultato ottenuto è stato sorprendente - spiega Gianluca Bleve, biotecnologo e tra gli autori del progetto di ricerca - oltre a donare un gusto intenso di oliva al pane, si ottiene un prodotto con caratteristiche nutritive uniche. La pasta d’oliva è infatti fonte di fibra e di acidi grassi “buoni”, è ricca di polifenoli, di vitamina E e di carotenoidi, tra cui luteina, alfa carotene e beta carotene”.

Tutte sostanze dagli effetti salutistici ormai conosciuti: sono infatti sostanze antitumorali, con effetti antidiabetici, antiossidanti, cardio e neuro-protettivi, anti-ipertensivi, antivirali e anti infiammatori.

“Pensiamo all’impiego della pasta d’oliva per la produzione di alimenti funzionali - spiega Mita - pane e taralli con composti bioattivi per specifici gruppi di consumatori o per le popolazioni che non seguono la dieta mediterranea, e che in questo modo potrebbero integrare l’alimentazione quotidiana con sostanze salutari.

Nel processo per trasformare la pasta d’oliva da sottoprodotto destinato allo scarto ad un ingrediente speciale per l’alimentazione, viene utilizzata la fermentazione. “Perché stabilizza il prodotto - precisa Bleve - e permette di rendere bioaccessibili composti nutrizionalmente importanti”. Un prodotto che farà bene anche alla filiera olivicola, trasformando uno scarto (e dunque un costo) in una ulteriore chance di reddito.


il progetto è realizzato grazie al contributo della Regione Puglia

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